2008: Odissea all’ufficio per l’impiego

Scritto da Chissenefrega il 15 Marzo 2008 – 02:00 -

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Ho finalmente capito qual è la posizione del governo (eh, sì ma che governo?) per contrastare la disoccupazione e il precariato. La nuova Legge n. 188 del 17 ottobre 2007, entrata in vigore lo scorso 5 marzo, prevede che se hai un contratto a tempo indeterminato è impossibile dare le dimissioni dall’azienda per cui presti servizio, perciò devi rimanere lì vita naturaldurante. Se fino a ieri per recedere dal tuo contratto di lavoro bastava una semplice, cara, vecchia raccomandata scritta anche su carta di formaggio e consegnata a mano al datore di lavoro, oggi, per tutti i lavoratori dimissionari in data successiva al 5 marzo 2008, è necessario recarsi in un ufficio pubblico, e perdere mezza giornata della propria vita bestemmiando (è una di quelle cose che non ho mai fatto in vita mia, ma c’è sempre una prima volta, poi sotto Pasqua tempra lo spirito e il corpo).

Il ministero parla chiaro: basta recarsi ad un centro per l’impiego o un ufficio di un qualsiasi comune d’Italia, compilare un moduletto e via, tutto semplice e lineare. Beh, semplice e lineare un corno, visto che l’ufficio per l’impiego del mio comune e dei 3 comuni circostanti, nonchè l’ufficio informazioni di ciascuno dei comuni che ho interpellato, erano sì al corrente di questa nuova procedura per le dimissioni volontarie, ma “il ministero non ci ha ancora attrezzato informaticamente“, per cui sono stato invitato più o meno cortesemente a rivolgermi ad un non meglio specificato ufficio provinciale per l’impiego, per ricevere maggiori informazioni.

Giunto a tale ufficio provinciale, dopo 35 chilometri in macchina in mezzo al traffico del mattino (contro al massimo quattro o cinque se avessi potuto espletare la formalità nel mio comune di residenza o in uno limitrofo), mi trovo una coda di circa trenta persone, tutte in attesa di prendere un modulo da compilare manco fossero i biglietti della lotteria Italia e tutte più o meno dubbiose su cosa scrivere nei campi richiesti. In coda ci sono per lo più stranieri che confabulano tra di loro, copiano l’uno dall’altro, e chiamano al cellulare qualcuno che gli dia supporto. C’è anche qualche italiano di mezza età, altrettanto confuso su come riportare le proprie generalità (”Ma metto il cognome da nubile o da sposata”?) e chi dice a voce non proprio bassa che “solo quel ***** di Prodi poteva inventarsi una ****** del genere” (avrei voluto fare un monumento a quest’uomo [intendo quello che ha detto la frase, non Prodi, eh...]). Tra la confusione generale vedo anche due ragazzi più o meno miei coetanei, con i quali ci scambiamo complici occhiate di rassegnata desolazione mentre compiliamo lo spazio dove ci viene chiesto il numero della carta d’identità. Stamattina quell’ufficio provinciale per l’impiego rappresentava in pieno questa Italia in cui la situazione dei cittadini peggiora non di giorno in giorno, bensì di ora in ora e a nessuno sembra importare nulla. Una situazione che si riassume nella burocrazia ammorbante, nel vociare caotico in una babele di lingue, nelle lamentele impotenti di chi, un po’ più maturo di me, ne ha viste di cotte e di crude in questo Paese, e in chi, come me, ha l’anima svuotata della voglia di lottare o di schierarsi per sostenere un qualsivoglia ideale.

Ci mancava solo che dopo aver compilato il modulo con tutti i dati richiesti, alcuni a mio avviso anche lesivi della privacy (tipo: “motivo delle dimissioni”, cioè caro Ministero, chettefrega?), mi ritrovassi davanti al mio incubo peggiore. Se siete dipendenti statali terminate qui la lettura, perchè sto per prodigarmi in una sequela di improperi demagico-populisti-beppegrillisti, ma quando mi ritrovo in certe situazioni mi manca l’aria, una maledetta voglia (di mandare tutti a quel paese) a intervalli mi riassale e mi sento così male.

Sarà che io che ho un conto aperto da tempo con la categoria delle impiegate statali, sarà che come ogni giovane ragazzo di periferia vivo di sogni, di pregiudizi e di stereotipi, ma ogni volta che entro in un pubblico ufficio io ce la metto tutta per tentare di non farmi sopraffare dai luoghi comuni. Mi ripeto sempre che gli impiegati pubblici non sono come ce li descrivono, che le macchiette esistono solo nei film di Fantozzi degli anni settanta, che non è vero che loro ci fanno attendere i loro comodi perchè quando gli sei davanti non hanno alcun pudore di parlare dei cavoli loro al cellulare o passeggiare per i corridoi sghignazzando mentre usufruiscono delle loro irrinunciabili pause caffè. Ma poi mi capita sempre di essere smentito dalla realtà dei fatti. Ogni volta che ho a che fare con la pubblica amministrazione, io mi ritrovo davanti alla solita impiegata grassona e cecata, dalle dita appiccicaticce a causa del krapfen che ha appena finito avidamente di trangugiare, informaticamente incapace, che per trovare la lettera H sulla tastiera ci mette tre quarti d’ora. Una che ti guarda con una faccia sulla quale puoi leggere “sono simpatica come un clistere” e “ah sì? sei venuto a rompere le balle mentre io stavo finendo la mia partita a Prato Fiorito? Bene, adesso ti sistemo io…”. A che pro devo essere costretto ad aspettare che costei si colleghi al sito del ministero e replichi i miei dati su una form via web, magari scambiando l’indirizzo di residenza con quello del luogo di lavoro, così, incapacitata a resettare la form, e ad usare la combinazione di tasti “tab+maiusc”, sia costretta ad “uscire da tutto e rientrare” e a ricominciare l’inserimento dei dati daccapo (temevo quasi che staccasse la spina del pc e lo gettasse dalla finestra), con una coda di persone fuori dall’ufficio scalpitante come alla partenza del Palio di Siena? E’ assurdo che per poter esercitare un proprio diritto un cittadino nell’anno 2008 sia costretto ancora a fare carte bollate, timbri e firme sopra triplici copie di scartoffie utili come un frigorifero al Polo Nord.

E tutto questo nell’ “efficiente” Veneto. Riassumendo: pessimismo e fastidio (slogan vecchio ma sempre attuale).

(Schema in alto liberamente tratto [e adeguato] dal sito del Ministero del Lavoro)


Pubblicato in Autoreferenze, Chissenefrega, Curiosità, Fesserie, Mondo malato, News, Robe varie |


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40 Commenti a “2008: Odissea all’ufficio per l’impiego”

  1. elisabetta ha detto:

    vorresti dirci che hai dato finalmente le dimissioni dal tuo “amatissimo” lavoro??

  2. Rain ha detto:

    Boss come ti capisco… hai tutta la mia solidarietà!

  3. chissenefrega ha detto:

    @elisabetta: mi fa piacere rivedere un tuo commento! che fine hai fatto in tutto questo tempo? ;-) comunque sì, sto dicendo proprio quello. Ma non ti preoccupare che anche quando comincerò quello nuovo le mie lamentele non cesseranno… è colpa mia se sono un insoddisfatto cronico?

    @rain: grazie, sono davvero inca**ato nero per queste interferenze burocratiche dello stato nella mia vita privata…

  4. Gloria (the original) ha detto:

    @chissene: ma allora sei veneto? un’altra informazione in più da passare a Corona per farti paparazzare quando nn te lo aspetti! :)

  5. zillo ha detto:

    Ah ma allora sei veneto?? Siamo corregionali!
    Comunque purtroppo la realtà dei dipendenti degli uffici pubblici è davvero deprimente… e per di più si lamentano sempre!! io li sento spesso parlare in treno mentre faccio il pendolare Padova-Venezia…

  6. chissenefrega ha detto:

    @zillo: io avrei voglia di fare un censimento perchè ho come l’impressione che passino più veneziani/padovani su questo blog che sulla statale della Riviera del Brenta :P

  7. Roberto ha detto:

    Proprio ieri mi sono licenziato, e pensavo il datore di lavoro
    mi stesse prendendo per il culo.

    P.S. Anch’io sono veneto.

  8. alnz ha detto:

    pubblici o privato tutti si lamentano, e c’è chi si gratta i maroni sia nel pubblico che nel privato e poi, da esperienze dirette tra aziende pubbliche o private (ovviamente non parlo della bottega del ferramenta all’angolo ma di grandi aziende) differenza non ce n’è molta, anzi.
    fatto sta che se sei uno che non fa una mazza tutto il giorno e sei statale vieni percepito come ladro, mentre se sei dipendente di un privato vieni percepito come furbo… altro termine che ha accezione positiva solo in Italia.

  9. Arianna ha detto:

    Chissene, fatti forza. Io ho fatto trentamila carte per passare da stage a tempo determinato. Suicidevole. E, comunque…veneta anche io!

  10. Sarah Micol ha detto:

    Qui in Belgio tutto funziona alla meraviglia…. tutto tranne il consolato italiano. Per riuscire a parlare con qualcuno per poter votare, ci ho messo una settimana. Il telefono squillava, squillava….il massimo dello sforzo era alzare la cornetta e chiuderla subito senza rispondere. Il massimo dello “sfregio”: qualcuno c’è, ma nessuno ha voglia di rispondere!!

  11. Rob ha detto:

    Qualcuno potrebbe dirti che dovresti continuare a parlare di Rihanna, Britney &co. Ti riesce bene anche coi reality. Poi ovviamente lo spazio e’ tuo e fai quel che ti pare, ma attenzione ad eleggere te stesso a “norma” o regola.
    Le tue esperienze sono tue, e magari dovresti fare uno specifico riferimento al tuo comune, anziche’ parlare dei pubblici impiegati e far risuonare la eco di un assordante quanto infelice luogo comune (sembravi una sezione on line del Tg 4…magari sei Paolo Del Debbio sotto mentite spoglie?).
    Non sono propriamente un’impiegata al front office, ma in Lombardia ho avuto la foruna di trovare sempre e solo persone disponibil, capaci e umane. Fortuna? E con questo non mi sentirei autorizzata a definire questa regione esente dai mali di cui parli, ma ci terrei a circostanziare, a marcare di piu’ il sapore di un’esperienza personale, che non e’ paradigma. Saluti.

  12. dicoquellochemipare ha detto:

    Concordo con te sul fatto che quando entri in certi uffici ti sembra di essere tornato all’età della pietra e davanti a certa modulistica ti chiedi se davvero siamo nel 2008. Anche gli spazi sono angusti e le informazioni insufficienti e ti trovi a volte a fare code allucinanti senza neanche una sedia a disposizione. Però non me la prenderei troppo con gli impiegati dello stato, primo perchè non hanno colpa di questo e poi perchè anche loro lavorano in condizioni difficili. Per la questione dell’impiegato che parla al cellulare o gioca a prato fiorito poi è esclusivamente una questione di educazione non di posto di lavoro.
    Non sono veneta.
    In bocca al lupo per il nuovo lavoro, spero che non ti distolga troppo dal tuo blog.

  13. mely ha detto:

    Chissene tu ti lamenti del Veneto… E noi poveri calabresi cosa dovremmo dire? E io vivo in città. Ma i disservizi sono quasi gli stessi di quelli dei paesi, e molto, molto peggio di quelli riscontrati al nord… Perciò, consolati… :) ! In bocca al lupo per il nuovo lavoro!

  14. Warp9 ha detto:

    E andrà sempre peggio chissene… andrà sempre peggio.

    Per quel che vale, hai la mia solidarietà e ti auguro un posto di lavoro felice (posto che dovrebbe essere garantito a tutti).

  15. topcrm ha detto:

    Se propio vogliamo dirla tutta andrebbe specificato anche il perchè di questa procedura:
    Molte aziende avevano la simpatica abitudine di far firmare ai nuovi assunti una lettera di dimissioni in bianco per renderli più ricattabili.
    Cosà che non sarà più posibile adesso.
    Si poteva pensare sicuramente ad un sistema più semplice, come per esempio firmare la lettera in presenza del resposabile RSU o di un impiegato dell’anagrafe comunale…

    Maurizio
    http://mauriziosalamone.blogspot.com/

  16. bah ha detto:

    E’ sconcertante che una legge che tutela chi lavora viene considerata come un fastidio. hai il cervello veramente bruciato dagli acidi per la tinta dei capelli, ti meriti una vita di precariato senza contratto a 300 euro al mese, capra!

  17. meriinga ha detto:

    Se questa legge fosse stata in vigore qualche anno sarebbe stata la mia rovina, da quanti lavori ho cambiato.

    Csnf, sono solidale con te per la tua disavventura.

  18. Ghebuz ha detto:

    Wow, questo stupido paese sta precipitando sempre di più verso il baratro.

    Pensavo fossi milanese, non veneto O_O

  19. Licoreo ha detto:

    mi chiamo andrea
    non sono veneto
    sono della provincia di milano

    ho un rapporto ultraconflittuale con la burocrazia

  20. Rob ha detto:

    @bah : un po’ offensivo, non credi?

  21. Licoreo ha detto:

    ma bah è sgarbi

    CAPRA
    CAPRA
    CAPRA
    LEGGITI MANZONI
    CAPRA

  22. illesbico ha detto:

    se tornasse Ilona tutto sarebbe migliore!

  23. djbobo ha detto:

    Beh come è già stato ricordato, questa legge punta a sanare una situazione drammatica in cui versavano o forse versano ancora migliaia di lavoratori, costretti a firmare al momento dell’assunzione una lettera di dimissioni in bianco. In questo modo i padroni, molto simpaticamente aggirano una norma, meglio, LA norma, che impedisce il licenziamento senza GIUSTA CAUSA. Facciamo un esempio: un lavoratore omosessuale/immigrato/donna ecc. trova un lavoro. Il padrone pur di “tutelarsi” gli fa firmare una lettera di dimissioni in bianco. Poi il padrone (mi piace questa parola, è quella giusta), scopre che il suo impiegato e omosessuale, oppure, in quanto donna, osa partorire. A quel punto, dice: “bene da oggi tu ti sei licenziato”. E il lavoratore come un mona (anche io sono veneto di origine, anche se sono scappato da quel posto di m… pieno di fighetti e fabbrichette) non può che subire. Quesa situazione è molto più frequente di quanto si possa immaginare chi, per fortuna o per altro, non entra in contatto con certi tipi di lavoro. In Veneto forse succedono più che altrove: invito il nostro csnf ad andare a Jesolo in qualsiasi hotel o ristorante ed entrare in confidenza con qualsiasi cuoco, cameriere, lavapiatti e chiedergli, se non lavora in nero, come il 70% di loro, se non ha firmato una lettera di dimissioni in bianco… Adesso non potrà più succedere. Certo non è la Rivoluzione, certo può aumentare la burocrazia e si può cercare di migliorarne la procedura, ma sicuramente è una misura che riduce il ricorso ad una pratica umiliante e sfruttatrice.
    Tutto con il max rispetto per le altrui opinioni, ovvio…

  24. Licoreo ha detto:

    basterebbe vietare questo sistema

    se io che cerco lavoro mi trovo davanti a questa carta, chiamo i caramba, magari non ottengo il lavoro, ma la cosa si sistemerebbe

  25. chissenefrega ha detto:

    Ringrazio chi ha espresso solidarietà e quelli che generosamente mi danno direttive sui contenuti di questo blog (di Rihanna non scrivo da oltre un mese, che sia arrivato il momento di un nuovo post?) la cui gestione risentirà inevitabilmente dei cambiamenti che stanno avvenendo nella mia vita privata, ma affronteremo l’argomento quando sarà il momento…

    @rob: Il fatto che io qui parli soprattutto dei fatti degli altri non significa che non possa concedermi incursioni anche nei miei. Chissenefrega non è mai stato rappresentativo di alcunchè, se non delle personali opinioni dell’autore (come succede in qualsiasi altro blog, d’altronde). E anche nelle sue sterili prese di posizione è evidente che chi scrive si prende tutte le responsabilità del caso (poi in questo post parlo in prima persona, quindi tutto mi sembra lampante, non vedo cos’altro dovrei aggiungere)

    @djbobo: Sulle “vere motivazioni” della legge 188, mi pare che l’articolo che ho linkato tratto dal Corriere riassuma in pieno ciò che io penso della questione:

    E’ un esempio di mentalità totalitaria: regolamentare tutto affinché tutto sia proibito tranne ciò che è espressamente consentito [...]L’infrazione non è solo punita, come già accade; è anche resa impossibile. Parafrasando S. Agostino: la peste dello Stato (totalitario) è la possibilità di infrazione.

    @bah: evidentemente quella lavanda gastrica con l’acido muriatico non ti deve aver fatto troppo bene…

    …e comunque in realtà io sono Francesca Senette, capre! :mrgreen:

  26. arwen_h ha detto:

    lo sapevo di questa trafila…. ma secondo me non esiste, non la applichera’ nessuno, sara’ una di quelle procedure burocratiche che nascono e muoiono , nascono x non essere usate

  27. gipris ha detto:

    Si, il nostro ufficio del personale ce l’ha comunicato il giorno stesso dell’entrata in vigore di questa assurda legge. E’ assurda, come la situazione che si sta iniziando a profilare in Italia negli ultim anni, dove anzichè andare avanti si sta tornando indietro. Lo so, sembra un luogo comune anche questa affermazione ma putroppo sta diventando sempre più una realtà concreta dove tutti inziano a sbatterci la testa.

    Mi chiedo perchè ci ritroviamo in questa situazione di totale indifferenza e menefreghismo verso un sistema che lede noi stessi? perchè, me in primis, non prendiamo in mano la situazione o quantomeno, non facciamo qualcosa per migliorare la nostra vita?

  28. scarlettt ha detto:

    ma pensa te? io non sapevo neanche dell’esistenza di questa nuova procedura, grazie Chissene dell’info ;-) sperando che non mi debba mai servire…..auspico di andare in pensione (?!?) dopo quei 30/40 secoli di contributi senza dover cambiare lavoro….
    P.S. Devo comunicare anche io di dove sono? tanto si è già capito mi sa ;-)

  29. micia ha detto:

    dì la verità boss…questo post l’hai messo per regolare un vecchio conto!!.;)
    non conosco gli uffici per l’impiego(che,per chiarezza,sono”esternalizzati”,cioè subappaltati dal ministero del lavoro ad agenzie “private”che forniscono supporto e materiale umano,informatico e cartaceo…)
    la realtà del pubblico impiego è che il 70%dei dipendenti ha più di 50 anni,molti sono alle soglie della pensione,e non gli frega più niente,molti hanno fatto carriera senza prendersi alcuna responsabilità nè fare un corso di formazione,altri sono entrati”perchè è un posto sicuro e nessuno mi può mandare a casa e faccio quel che mi pare”,altri ancora non sanno neppure che cos’è un terminale o una mail,e si trovano dopo 25 anni di archivio e di spostamento faldoni a gestire un pc,senza alcuna preparazione “perchè i fondi per l’ECDL sono finiti”
    Aggiungiamoci pure che il tempo medio tra la promulgazione di un D.L.e la sua applicazione tramite circolare e/o regolamento interno è di 2-4 mesi(se tutto va bene…)
    E che trovarsi davanti un utenza a cui dovrai ripetere almeno 5 volte una stessa frase perchè non parla italiano,o che parte già con l’aria bellicosa di chi ti disprezza,non predispone gli addetti allo sportello a comportarsi da pazienti martiri…io quando vado in qualsiasi altro pubblico ufficio(comprese le odiatissime poste,per dire)sorrido sempre,ascolto con attenzione,faccio domande pertinenti con tono basso e calmo,non metto fretta …a me mi trattano (quasi)tutti bene,sarà fortuna o approccio cordiale?!?
    Ho dei colleghi che sono il paradigma vivente della cafonaggine e dell’incompetenza,comunque,e se me li trovassi davanti li manderei in ogni oscuro paese a fare robacce….>(((

  30. Djbobo ha detto:

    @ Cnsf: L’articolo che citi del Corriere della sera, è il solito articolo ammantato di falsa scientificità che in realtà è ideologico e schiavo di una visione che vorrebbe che lo Stato si faccia da parte per il bene comune di pochi in grado di umiliare, sfruttare, uccidere e sopraffare chi non rientra nel sistema di mercato… Che il solito editorialista servo dei padroni mi parli in questo modo non mi dice molto, se non che forse questo provvedimento ha toccato qualche interesse forte. Ripeto non è in discussione la burocrazia, ma la vita o la mera sopravvivenza di valanghe di lavoratori. Questo è il punto e a partire da questo bisognerebbe cominciare a discutere.

    @ Licoreo: magari fosse tutto così semplice. Uno pur di lavorare fa tutto quello che il padrone gli chiede. Subisce ingiurie, mobbing e quant’altro, elude le misure di sicurezza (ormai i morti sul lavoro sono pari a quelli di una guerra di medie dimensioni) e chi più ne ha più ne metta. Il rapporto di classe (oppure, meglio, la lotta di classe) è una cosa intrinseca nella società e se non si riesce a mettere freno allo squilibrio tra chi detiene il capitale e chi può offrire solo il proprio lavoro (facendosi sfruttare) difficilmente la lavoratrice o il lavoratore riuscirà autonomamente a ribellarsi ad una situazione più grande di lei/lui

  31. micia ha detto:

    quoto djbobo…privatizzare continuamente non significa certo migliorare,ma viene continuamente fatto perchè conviene alle multinazionali dell’economia(ce ne sono anche per i servizi,che vi credete?!?)Investire sul pubblico(che siano le risorse umane-frase orripilante!!-o gli immobili,le strutture ,l’informatizzazione,la preparazione )è sempre e solo visto come una perditain termini di tempo,di denaro e di consensi elettorali.
    Molto più facile denigrare,smantellare e poi incassare…ma Report non lo vedi mai,boss?!?

  32. chissenefrega ha detto:

    @djbobo: non me ne frega nulla di “cosa è” (o - sarebbe meglio precisare - ciò che tu ritieni sia) l’articolo che cito, ho solo detto che rispecchia ciò che penso, punto. La tua interpretazione è retrograda e catastrofista, la mia è più liberale e forse talmente contrapposta alla tua da risultare altrettanto catastrofista. Non sono i diritti dei lavoratori in discussione, ma le modalità da medioevo secondo le quali uno può esercitarli. Ritengo che tutelare la minoranza sia sacrosanto, ma se ciò si ottiene complicando la vita alla maggioranza, non mi sembra una grande conquista per nessuno

    Comunque, se è vero che esiste così tanta scorrettezza dalla parte di “chi detiene il capitale”, non capisco perchè questa legge si riveli un onere per il lavoratore anzichè per il datore di lavoro… se si vuole evitare che un imprenditore licenzi in maniera subdola e indiscriminata i dipendenti in eccesso, non sarebbe meglio gravare lui di carte bollate e timbri ministeriali?

    @micia: ma anche io sono sempre estremamente calmo e conciliante quando ho a che fare con qualsiasi genere di impiegato pubblico, però mi rendo conto che ciò non è mai proficuo. E’ per questo che mi sfogo qui :mrgreen:

  33. Rob ha detto:

    Oh Chiss, ma non ti si può dir niente ;-) E’ vero che i blog sono luoghi di “autoreferenze”, e’ vero che non fai informzione ma divulghi la tua opinione. E’ pur vero che se lo fai qua e non su un diario è perchè ti garba che qualcuno legga, commenti e si confronti. Detto cio’ ti invitavo a riflettere ( e sarà che qualcuno può farlo x il motivo espresso sopra?) sul fatto che ti esprimi in modo un po’ pesante e superficiale (prato fiorito? ma chi hai incontrato?) su di una categoria, non evidenziando quanto sei stato sfigato, altresì apostrofando gli impiegati facendo facile populismo. Poi vabbè, a parlar male del sistema ci si azzecca sempre ( e sono daccordo, ma sulle critiche a un sistema, non a una categoria di lavoratori).
    Per il resto, a scrivere di Tv sei bravo davvero!
    Senza rancore…:-)

  34. Pier ha detto:

    Secondo me il Prodi-pensiero e’ rivolto ad incentivare l’assunzione tramite agenzie interinali (dove le persone disoccupate sono subito disponibili) e scoraggiare invece chi ha gia’ un lavoro a tempo indeterminato a cambiare posto di lavoro.
    Insomma, chi occupa gia’ un posto di lavoro fisso deve lasciare gli altri posti vacanti a chi il lavoro non ce l’ha e l’aumento della burocrazia spingerebbe le aziende ad assumere tramite interinale.

    Anni fa mi era stato detto in Romania che il loro governo aveva stabilito che la carne la dovevano mangiare tutti, pero’ una volta l’anno a Natale dato che non ce n’era. Anziche’ creare lavoro e stimolare il mercato, si ammazza quello esistente…

    …decisamente comunista. Bravo Prodi.

  35. engi ha detto:

    Di’ la verità, chissene, non ti è bastata la foto di giugno a Ibiza, volevi anche quella di aprile a New York………

  36. chissenefrega ha detto:

    @rob: nessun rancore, per carità! i toni su questo blog sono sempre stati piuttosto accesi, indipendentemente dall’argomento trattato e una sfrontata superficialità è un po’la peculiarità di Chissenefrega… sinceramente, a me piace che sia così. ;-) E ti dirò che certe discussioni nascono non tanto per cercare facili consensi, ma spesso per invitare ad un confronto chi la pensa diversamente.

    Inoltre, nel caso specifico, è da fare anche la tara sui contenuti del post. L’invettiva contro gli impiegati statali è ovviamente una cavolata dettata dalla rabbia del momento, e un certo quantitativo di insulti me lo merito di sicuro! Il vero punto su cui discutere, però, è l’interferenza della burocrazia nella vita dei cittadini da parte di uno stato che si definisce “moderno”: se questo post aveva uno scopo, era far riflettere su questo. Poi ben venga qualsiasi altro spunto, ovviamente.

    @engi: le foto di donne (possibilmente in abiti succinti) sono sempre ben accette :)

  37. Licoreo ha detto:

    @Djbobo detto in maniera molto raffinata: cazzi loro
    se chi è debole non pensa a tutelarsi perchè io devo incasinarmi la vita? è come imporre l’obbligo di andare in giro bendati per solidarietà ai ciechi

  38. elisabetta ha detto:

    @ chissene: non sono mica una privilegiata come te che al lavoro riesce a cazzeggiare per tutto il giorno ;) cmq sia anche se non sccrivo continuo a bazzicare il tuo blog, sarai pure la mia fonte preferita di gossip per qualche motivo!! bacio

  39. chissenefrega ha detto:

    @elisabetta: grazie cara! quando diventerò presidente del consiglio farò promulgare una legge che obbliga tutti i posti di lavoro a dotarsi di internet, quindi farò ridurre l’orario di lavoro in maniera tale che le ore che avanzano possano venir sfruttate per navigare liberamente nella blogosfera! :)

  40. Mobile game of the week: Absolute Minesweeper « Il Teatrino di Ranabottola 2.0 ha detto:

    [...] PS: La mia modalità preferita è Prato Fiorito! [...]

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