Gli scatti seguenti (che si aggiungono a quelli già pubblicati da R’n'B Junk), sono i paparazzamenti del giorno che ritraggono una sempre più sfatta Amy Winehouse. Da un’analisi sommaria, si potrebbe attribuire la colpa del suo stato pietoso a droghe e alcool, ma non è così. I fotografi e la stampa scandalistica strumentalizzano le vicissitudini di questa povera artista: è ora di dire come stanno davvero le cose.
Ore 8.00: Amy esce di casa, fresca, allegra e pimpante, per recarsi al CAF della CGIL a farsi compilare il Modello 730. Va un po’ di fretta perchè la scadenza è il 30 aprile
Non solo “Sorrisi e Canzoni“, ma anche lacrime stonate. The Gossipers traduce dal tedesco all’italiano l’intervista che Bill Kaulitz ha rilasciato a Vanity Fair, commettendo dei gravi errori nella traduzione che Chissenefrega ha prontamente scoperto e corretto. In esclusiva planetaria, ecco la VERA intervista di Bill alla versione teutonica del patinato magazine.
Va.Fa.: Miss Kaulitz, come ti senti dopo esserti sottoposto a “quell’” intervento chirurgico?
BK: Bè, proprio come ti senti dopo che qualcuno, mentre sei sotto anestesia totale, infila un bisturi per tagliare via qualcosa che hai sempre ritenuto essere di troppo, o comunque posizionato in un punto non corretto. Non so se mi spiego, non so se tutti conoscano questa sensazione. Il peggio è passato ma sono ancora preoccupato perché quando vado al bagno brucia un po’
Va.Fa: Per quanto dovrai stare a riposo?
BK: Non posso parlare per i primi 12 giorni. Infatti sto rilasciando questa intervista usando l’alfabeto muto. Uhm, scusa, come si fa la lettera ‘E’ ? E la ‘F’ che non me la ricordo mai? Uau, potrei usare le lettere dell’alfabeto muto come coreografie per il mio nuovo balletto nel video del prossimo singolo… provate anche voi, dai! F-E-F-E-F-E, potrebbe spakkare e sostituire il Gioca Jouer nei cuori delle anziane madri delle mie fans!! Scusa, sto divagando… inoltre dovrò fare 4 settimane di riabilitazione. Non vedo l’ora. Nel senso che quando sono entrato in sala operatoria avevo l’orologio, ma quando sono uscito era scomparso: credo che se lo sia fregato l’anestesista. La sanità tedesca non è poi tanto migliore di quella italiana
Va.Fa: A scuola era la tua specialità fare ricorso quando i professori non ti consegnavano i compiti in classe entro le tempistiche previste. Dove hai imparato questo genere di cose?
BK: Ho sempre saputo di non aver bisogno della scuola, perché sarei diventato un cantante. Questa cosa l’ho imparata da Simona Ventura. E siccome i professori mi irritavano moltissimo, ho studiato i miei diritti. Questa cosa l’ho imparata da Rita dalla Chiesa. Sapevo cosa potevano fare e cosa no. Ho avuto alcuni insegnanti orribili, alcuni non mi dicevano “Buongiorno” a causa della mia pettinatura o dello smalto nero sulle unghie. Altri portavano addirittura la cravatta, un vero incubo. Del mio periodo scolastico ricordo con piacere solo i momenti vissuti con il bidello Alfeo nello sgabuzzino delle scope
Va.Fa: Com’erano i tuoi voti?
BK: Ottimi. Era questo che dava più fastidio agli insegnanti. Ti ho raccontato di quella volta che ho fatto l’Erasmus in un bordello di Bangkok?
Alla fiera Cosmoprof di Bologna, Paris Hilton catalizza l’attenzione nazionale – riuscendo perfino a distrarci dal risultato delle elezioni – con il suo nuovo prodotto: le extension in crine di cavallo per peli di ascella. Ma chi è quella sobrissima tamarraereditiera-wannabe che ha inceppato la macchinetta digitale e sembra dover correre al bagno da un momento all’altro?
Dopo i sedici secondi dell’anteprima leakkata a febbraio, ero riuscito ad evitare di incappare anche per sbaglio nell’ultimo singolo di Madonna. Questi quattro minuti sono interminabili, la forza innovatrice della gagliarda zia del pop si era già spenta tempo fa, ma con questo pezzo è riuscita a fare tabula rasa di tutto ciò che negli anni aveva costruito.
Nel video, la Signora Ciccone, la cui voce tradisce una grave forma d’asma, prima fa la spesa all’Ipercoop, poi si specchia nei bagni luridi di un autogrill e nel riflesso vede Justin Timberlake (ad un passo dall’accusa di gerontofilia, momentaneamente impegnato nel tentativo di scrostare un lavandino), quasi fosse un’investitura ufficiale, come a dire “è lui il mio erede“. Fece la stessa cosa qualche anno fa con Britney Spears e sappiamo bene come è andata a finire. Se la maledizione di Madonna colpirà anche stavolta, Justin potrebbe precipitare casualmente in tempi brevi sulle rotaie della metropolitana di New York senza che nessuno (nè noi, nè il fantasma di Ghost che da sempre staziona in loco) si preoccupi per la sua sorte.
Neanche il tempo di dire “watch your step” che si ritrova spalmata sul pavimento con il suo fidanzato che la calpesta come uno zerbino comprato al mercato. Chi è? Non sarà mica…
Gelone, durone, bubbone dovuto ai sabati sera troppo sfrenati in discoteca? L’unica certezza è che questa volta non è Posh, bensì un’altra pseudostar ad avere un urgente bisogno di una pedicure.
Stop all’hip-hop di Steve, Maura e Garrison: mi informano dall’alto che il ballo del momento è la Tecktonik, una serie di movenze assolutamente a random che sta spopolando tra i videomaker tersicorei di Youtube. Leggo su Wikipedia che il nome è addirittura un marchio registrato e che:
I creatori di Tecktonik [...] Possono legalmente costringere i blog anti-tecktonik alla chiusura, in modo da poter proteggere la loro etichetta
Per cui tanto vale schierarsi subito dalla parte di chi fa di questi balletti un arte, anche se si rischia la sciatica solo cliccando il tasto “play”. Certo che, a ben pensarci (e con tutto il rispetto del caso), non sono coreografie molto diverse da quelle che facevamo noi ignari anzianotti sopra i cubi in discoteca la domenica pomeriggio una quindicina d’anni fa (e che – ormai possiamo confessarlo – mutuavamo dalle lezioni di danza che Pamela impartiva alle colleghe di Non è la Rai).
E anche un sacco di soldi da buttare via. Sua moglie ha speso più di quattro milioni di dollari in chirurgia inestetica. E a giudicare dai risultati sarebbe opportuno che ne spendese altrettanti. Ma lui la ama come se fosse il primo giorno. Lei è Jocelyn Wildenstein, ovvero la donna più plastificata al mondo. Un tempo nominata “Donna gatto” e “Regina dei leoni”, oggi sembra reduce da un esame autoptico eseguito da viva.