Archive for the ‘Pop’ Category
Britney Spears - Womanizer (video)
Scritto da Chissenefrega il 11 Ottobre 2008 – 10:54 -Un tempo, per essere considerato un cantante discreto, dovevi dar prova delle tue qualità vocali con una interminabile sequenza di do di petto. Per i cànoni poco selettivi della musica contemporanea, invece, è sufficiente mostrarlo (il petto) ed emettere dei fastidiosi gorgoglii di origine gastroesofagea in tonalità baritonale sopra il crepitio elettrico udibile nei pressi di una centrale dell’Enel sovraccarica. Da “do di petto” a “dò di péto” il passo è davvero brevissimo. Dimagrita venti chili (almeno così afferma il suo ufficio stampa) e col già noto look Carfagna, ecco Britney Spears alle prese con la sua ultima fatica, Womanizer. Per fortuna che aveva recentemente dichiarato che dalla “nuova Britney” non avremmo più visto ammiccamenti sessuali, lap dance e quant’altro. Quasi quasi preferivo la sua versione boteriana.
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I video del weekend (miusic edìscion)
Scritto da Chissenefrega il 4 Ottobre 2008 – 17:46 -Ci sono talmente tante nuove uscite musicali in questo periodo, che si fa fatica a starci dietro. E talvolta non è nemmeno il caso di starci davanti. La redazione di Chissenefrega ha selezionato per voi:
1) Keys + White = 007
2) Era meglio kissare le girls
3) Leona, la regina della giungla r’n'b
4) Un comeback inatteso
5) L’appello di Csnf: Mutya Buena ti prego ritorna
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Andy Bitch - Gimme more teen spirit
Scritto da Chissenefrega il 4 Ottobre 2008 – 05:00 -Il sottoscritto, nella persona del sottoscritto, nonché talent scout, fondatore e socio unico onorario del fanclub di Andy Bitch, prende ufficialmente le distanze dall’ultima opera dell’artista. Un mash-up a tinte fosche, ispirato a Chucky la bambola assassina (di cui, peraltro, ricorre il ventesimo compleanno) che mescola - non proprio sapientemente - Britney Spears con Kurt Cobain. Potrebbe essere il più grande successo della carriera di Andy, oppure l’inizio del suo declino (propendo per la seconda: Andy, guardati le spalle che Chucky ti verrà a cercare nottetempo). Lascerei, comunque, a Phlexo (the denial also known as) l’onere del giudizio finale.
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Anastacia - I can feel you
Scritto da Chissenefrega il 30 Settembre 2008 – 21:47 -Mi sento profondamente tradito da Anastacia. Fino a ieri sarei stato pronto a mettere la mano sul fuoco giurando che non sarebbe mai inciampata nella banalità dell’omologazione, che avrebbe messo la sua semplicità, voglia e innata capacità di fare popmusic davanti ad un semplice strofinamento di cosce su un divanetto in similpelle, come invece sembrano richiedere i canoni della musica moderna. Il ruolo della finta pin-up, della segretaria tuttofare, della bonazza annacquata, della Pussycat Doll in formato ridotto, non le si addice proprio: è più glamour la mia vicina di casa quando esce a stendere i panni in bigodini. La nuova immagine di Anastacia, frutto di una non troppo riuscita sinergia tra un chirurgo estetico con la pancreatite, un photoshopper etilico ed Enzo Paolo Turchi, fa l’effetto stridente di una consorella delle Missionarie della Carità trasformata in tronista. E crea in me una notevole fonte di turbamento: io c’avrò le fisse delle somiglianze assurde ma non capisco il motivo per cui dopo quattro anni di assenza, la star di “I’m outta love” abbia deciso di ritornare sulle scene interpretando una specie di smerigliata Carmen Russo.

Perdipiù: dove sono finite le acrobazie polmonari, i volteggi tonsillari, la grinta, la determinazione, quei vocalizzi un po’ rozzi, ma che rendevano inconfondibili ed imitatissime le sue performance? Farsi scrivere un pezzo da uno dei soliti rapper del quartierino (Ne-Yo, nel caso specifico) implica la perdita di qualsiasi credibilità dal punto di vista musicale per sbrodolarsi con una banalità fighetto-dance-americanoide senza personalità alcuna, adatta solo come background durante una telepromozione Monella Vagabonda?
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Demi Lovato - Get Back [VS] P!nk - So what
Scritto da Chissenefrega il 27 Settembre 2008 – 08:00 -Oggi è il giorno di Camp Rock: un film di cui probabilmente avrete sentito parlare solamente se siete adolescenti o avete dei figli/fratelli/cugini adolescenti (io, per la cronaca, appartengo alla prima categoria). Dopo aver conosciuto i protagonisti maschili, i Jonas Brothers, c’è bisogno di schiarirsi le idee anche su chi sia la loro comprimaria, la principessina fotocopiata Demi Lovato: Zaghel (che ringrazio) non solo ce la presenta, ma la mette confronto con una “vecchia rocker” dalla spiccata burinaggine, ormai vittima dell’artrosi.
Prendete Vanessa Hudgens. Fatto? Pettinatela e truccatela come Ashley Tisdale. Fatto? Mettetele dietro la band di Miley Cyrus. Fatto? Vestitela come Hilary Duff. Fatto? Scrivetele un testo alla “Avril meets Paris”. Fatto? Accordatela con la colla vinilica. Fatto? Bene! Avete ottenuto Demi Lovato, l’ennesima faccina tanto carina che “fa musica rock <3 ti lowo di bene!!!” di casa Disney. Tradotto: un prodotto discografico inutile e meteorico, ascoltabile come un gesso appena tolto dalla confezione su una lavagna pulita, e memorabile come… … … di cosa stavamo parlando?
Sarà Demi l’erede di Pink?
P!nk: una voce diversa dalle altre, uno stile tutto suo e quella energia coatta con quell’ironia parodistica degna di una persona di carattere, fuori dagli schemi. Video graffianti e testi sconcertanti, sempre e comunque. Proprio qualche giorno fa mi chiedevo che fine avesse fatto. Dopo alcuni singoli molto più soft del solito, e canzoni un po’ paraculo più commerciali, mi aspettavo qualcosa di veramente rock o un pezzo alla “4 Non Blondes”. Ma mi sono ritrovato a guardare un eventuale nuovo singolo di Rihanna, di cui sembra aver copiato il look (ma in versione platino) oltre che la costruzione della canzone – al posto del BamBamBiramBamBamBiramba un monotono NaNaNaNaNaNaNaNaNaNa, e a rimpiazzare il TruzzTruzz un po’ di schitarrate veramente hard rock… quasi quanto i Green Day! Il testo è veramente poco originale, col solito riferimento a Barbie Jessica Simpson, e tradotto suonerebbe come “Aò, sò ‘na Rockstara e c’ho le movenze Rockettare! NaNaNa, non te cerco stanotte. NaNaNa, c’ho solo voja de’botte!”.
Ai postriboli l’ardua sentenza.
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T.I. feat. Rihanna - Live Your Life (sottotitolo: Dragostea tu e pure tua sorella)
Scritto da Chissenefrega il 25 Settembre 2008 – 00:11 -Ha ragione il nostro Ministro degli Interni: è necessario rilevare e schedare le impronte digitali di tutti i cittadini di nazionalità romena, cominciando da quelli che si autoproclamano deejay e cantanti dance. Il mondo deve essere salvaguardato da una nuova invasione di Ozone (gli Eiffel 65 della Transilvania) e di Haiducii (sciatta biondazza reclutata in un centro di prima accoglienza, travestita da femme-fatale dei cavalcavia e spedita a cantare in playback sul palco di Sanremo) perchè i danni causati sono evidenti.
Correva l’anno 2004 (o 2003?) ed ogni volta che sentivo per radio la più celebrata hit della Romania, Dragostea Din Tei - era impossibile non intercettarla, dato che veniva trasmessa settecentomila volte al giorno anche da Radio Maria - avevo bisogno di una overdose di Enterogermina per placare l’iperattività intestinale. Se, poi, udivo quel meraviglioso refrain “maeaì/maeaà/maeahahah” uscire dal cellulare di qualche zoticone (fatti un esame di coscienza: tu eri per caso tra quelli che ce l’aveva come suoneria? eh? EH?) in un luogo pubblico, era solo il training autogeno che mi frenava impedendomi di commettere gesti inconsulti.
Neanche fatto in tempo a disintossicarmi che, tra capo e collo, mi ripiomba quel maledetto ritornello, in un brano che non si può definire in altro modo se non come l’apoteosi dello schifo. Ideato da T.I. e interpretato da Rihanna, che ormai non si tira indietro nemmeno se le fanno intonare l’elenco del telefono, pur di piazzare un featuring nel disco del più sfigato dei rapper dai denti d’oro. Cedo la parola a Zaghel, che sembra basito quanto me:
Non avrei mai pensato fosse possibile. Eppure guardando i VMA scopro la cosa più indecente del momento: qualcuno ha riesumato Dragostea Din Tei, la trashissima hit che ci ha rotto le palle per mesi alcuni anni fa. La stessa dell’obeso sudato del Numa Numa Dance. Credevo fosse una “canzone” morta e sepolta. E invece qualcuno l’ha fatta risorgere. E a tutti quelli che credevano non si potesse rovinare una canzone già terra terra, Rihanna dà il ben servito: insieme al rapper T.I. (la sua ultima hit è Whatever You Like che sta spopolando… in qualche zona sperduta dello Sri Lanka) riesce a far rimpiangere la gatta morta Haiducii e perfino i machissimi O-Zone! Questo remix hip-hop (con un testo che eleva Umbrella a capolavoro dell’ermetismo contemporaneo e farebbe vincere il Pulitzer a Don’t Stop The Music) è veramente inascoltabile e tuttavia calamitante (quello stesso fascino che aveva Loredana Lecciso in “Si Vive Una Volta Sola”, ma senza quel latin taste accattivante). Inoltre la voce di Rihanna risulta sommersa dagli effetti, che per una volta non funzionano in una sua canzone. Se volete rifarvi gli occhi (e l’idea che avevate di Rihanna prima) ascoltate il remake in playback della madonniana Vogue. Se avete fegato, beh… guardate il nuovo Numa Numa – ovvero Live Your Life!
ps: “purtroppo” non c’e ancora un video ufficiale.
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Jonas Brothers VS Fainello Brothers
Scritto da Chissenefrega il 16 Settembre 2008 – 19:29 -Questo blog è in debito nei confronti dei suoi lettori più giovani, ai quali Zac Efron, Vanessa Hudgens e Sbrodolina Giochi Preziosi non bastano più. Recuperiamo subito parlando del nuovo fenomeno disneyano dell’autunno, i fratelli Jonas. Nicholas Jerry detto Nick, Joseph Adam detto Joe, Kevin Paul detto Luisa, attualmente ignoti al pubblico italiano, son-tre-piccoli-fratellin in odore di carampanismo sfrenato che si preparano a rappresentare il nuovo incubo teen della prossima stagione. I Jonas Brothers sono una band nel cui destino c’è scolpito l’onere di dover colmare la lacuna lasciata dagli Hanson e l’onore di mettere i bastoni tra le chitarre al duo famigliare di competitor veronesi formato dai Fainello Brothers, in arte i Sonohra.
Nati come progetto musicale fallimentare, i Jonas Brothers sono stati in grado di risollevarsi puntando tutto sul loro essere una boyband umilmente compatta e virginalmente integra, sostenuti da una famiglia dai valori solidi in perfetto stile Settimo Cielo. Niente manie di protagonismo da Backstreet Boys, niente eccessi da Tokio Hotel, niente ammiccamenti sessuali o atteggiamenti esagerati. Facendo di necessità virtù, i tre brothers sono riusciti in patria ad emergere dall’anonimato rivoltando se stessi come dei calzini usati (anch’essi in odore di carampanismo sfrenato), proponendo un prodotto musicale trito e ritrito che attinge a piene mani dalle precedenti operazioni commerciali-macelleria già collaudate dai colleghi di High School Musical. Risuciranno a sfondare anche nel nostro amato Belpaese? La sfida giovanilistica tra Nick, Joe e Luisa, contro i piastratissimi Diego e Luca, è più che mai aperta. I Sonohra, dopo aver vinto il Sanremo più disastroso della storia ed aver pubblicato un disco apprezzabile (se ascoltato in casa con le finestre aperte mentre il camion della nettezza urbana svuota la campana delle bottiglie di vetro), hanno tenuto decine di concerti live dove, a causa del lancio di reggiseni da parte delle loro fans, Luca è rimasto gravemente offeso al volto (perché non mi vorrete mica venire a dire che è così di suo, spero…), tanto che è stato costretto a farsi crescere i capelli fino a sembrare il cugino di Cugino Itt (se ci fate caso, nei video, viene inquadrato sempre e solo di nuca, fuori fuoco o con una calza 40 denari davanti all’obiettivo). Diego, il figo di famiglia, invece, nel frattempo dedica canzoni alle sue fans, scrivendo strofe poetiche come “l’unica certezza è gli occhi che io ho di te” (???) e “Cinquemila mini mani di ragazze mai uguali / Cinquemila mini mani, cinquemila cuori soli“, facendo velatamente intuire che una ragazza media, per essere fan dei Sonohra, deve essere equipaggiata con una doppia fornitura di muscoli cardiaci (sottile metafora?) o, più verosimilmente, essere monca.
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Emma Lanford (o Sharon Phillips?) - Pornorama
Scritto da Chissenefrega il 14 Settembre 2008 – 08:00 -Porca miseria, è stata una delle canzoni colonna sonora della mia estate e, da quanto ho sudato per trovarne una versione caricata su internet, mi sembra di essere ancora sotto l’afa di luglio. Non so come mai, ma nonostante un discreto passaggio radiofonico, su Youtube non ve ne è traccia, non esiste un video ufficiale, addirittura il testo non si trova. Tra l’altro il disco è accreditato a Emma Lanford, ma lo canta Sharon Phillips sia sul suo Myspace che nei live: mi sorge il dubbio che le due cantanti siano la stessa persona (?) ma non penso visto che la prima è quella di “Horny 98” e la seconda quella di “Like this like that“. Dopo annose ricerche sono giunto sul blog quattrocentoquaranta, al quale rubo il video performato dalla Phillips e con il produttore del brano, Mousse T, al pianoforte. Insomma non ci sto capendo niente, ma il pezzo, che nella versione registrata dalla Lanford risulta più christinaaguilereggiante nella forma, ma comunque blackmusicheggiante nella sostanza, mi piace molto con quel suo gusto moderno ma retrò.
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Bam bam bira bam bam biramba (firulì firulà)
Scritto da Chissenefrega il 10 Settembre 2008 – 20:25 -Rihanna non ha colpe (semmai ha cosce). Non ho ancora visto la sua esibizione ai VMAs al di fuori di Youtube, ma sono oltremodo certo che:
1) La scarsa qualità generale della performance è da imputare alla compressione mpeg;
2) Lassù l’aria deve essere piuttosto rarefatta e la carenza di ossigeno si fa sentire;
3) Portare in alta quota quei due mortadelloni attaccati alle anche deve essere uno sforzo immane anche per il più prestante dei muli da soma;
4) Il look da vittima di morte violenta è la moda del momento (CSI is OK, EMO is KO);
5) Il microfono era collegato alla versione demo craccata (da un pirata inesperto) di Singstar 2.0 per Playstation Portable;
A margine di ciò, devo dire che trovo abbastanza ridicolo lo stile a metà strada tra X-Files e un rave party all’obitorio che contraddistingue l’ultima Rihanna, ma lei resta il miglior prodotto di consumo non durevole del momento. Qualche impercettibile inesattezza di esecuzione, per quel che mi riguarda, non lascia certo stupefatti, tantomeno abbassa la stima che ho nei confronti non tanto della “Rihanna artista” (che è zero) bensì del “Rihanna progetto“. Ascoltando i suoi ciddì si nota chiaramente che dietro le sue cosce spalle c’è un fonico bionico che ne corregge informaticamente le numerose sbavature, intervenendo pesantemente a colpi di effettazione su Protools. Spesso il non funzionare live non è un difetto, bensì una forma implicita di ringraziamento da parte di chi ci mette la faccia, nei confronti del suo team. C’è chi sale sul palco dicendo “Ringrazio Dio, la mia casa discografica e i miei produttori per tutto il lavoro che hanno fatto per me” e chi invece – senza lamentele o senza cercare il facile pietismo dell’ex alcolizzata redenta - non ha remore nello svelare al mondo che quel lavoro è stato fatto davvero e risulta fondamentale per continuare a funzionare universalmente.
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