Eva Longoria ha già contattato l’ufficio anagrafe per cambiare nome in Eva Longoia (ecco, dopo questa, credo di aver raschiato il fondo del barile della scurrilità, il che significa che da qui in avanti si può solo che migliorare…).

Eva Longoria ha già contattato l’ufficio anagrafe per cambiare nome in Eva Longoia (ecco, dopo questa, credo di aver raschiato il fondo del barile della scurrilità, il che significa che da qui in avanti si può solo che migliorare…).

Avevo già avuto il dubbio, ma la puntata di stasera me ne ha dato conferma. Kate lentiggini è una lurida sgual, ehm, volevo dire, una affabile peripatetica. A parte questo, che roba è quella specie di elefante di fumo che accalappia la gente con la proboscide? Ma davvero io sto guardando un telefilm del genere, oppure è una puntata speciale solo per i clienti di questo “Best Western“?
Certo che Enrico Brignano poteva almeno sniffarsi una striscia di Nescafè, prima di andare in onda con questa affranta rivisitazione del gioco dei mimi. Pyramid è il quiz più brutto del momento, dove non si salva nemmeno la Salvalaggio e dove la vitalità è paragonabile a quella di un giardinetto zen. Mi sarebbe quasi venuta voglia di cancellare Rai Due dalla memoria del mio televisore, se non fosse che stasera parte la nuova stagione di Lost (sì, lo so che l’avete già vista) e domani quella di Desperate Housewives (idem).
Top “…Who cares?” of the week:


Avevamo già avuto modo di apprezzare il megaspoiler della puntata conclusiva della prima stagione di Dirt lo scorso aprile, quando il video-scandalo fece rapidamente il giro della blogosfera. Mi rendo conto che lo giudicai frettolosamente: io, infatti, mi aspettavo ingenuamente di vedere un bacio lesbo tra le vecchie amiche Monica e Rachel, non tra Lucy e Tina, personaggi che ancora non conoscevo. Ma ora che dopo due puntate sono entrato nel torbido meccanismo del telefilm, tutto è paradossalmente più chiaro. E quello che avevo liquidato come un fiacco outing redazionale, assume un significato tutto particolare che ben si integra con l’atmosfera perfidamente noir della serie. Certo, è difficile vedere sullo schermo Courteney Cox Arquette e non aspettarsi che da un momento all’altro pronunci qualche battuta alla Monica Geller Bing. Ed è difficile vederla staccarsi dal suo ruolo della chef ossessiva per immergersi in quello della spietata direttrice di magazine gossipari. Un salto schizofrenico che non si può far altro che apprezzare.
“Come ci si sente ad essere la prima rivista a mettere una star morta in copertina?”
“Oh, alla grande!”
“Grande come la mancanza di gusto?”
“Chiamala come vuoi… “
Nonostante un budget evidentemente ridotto, nonostante Dirt si rivolga ad un pubblico di nicchia (il gossip è per tutti, ma la critica cinica ed aspra nei confronti del mondo del pettegolezzo e dei suoi protagonisti è appannaggio solo di quelli che riescono a comprenderla in tutte le sue sfaccettature politically-uncorrect) e nonostante alcune scelte grafiche più vicine alla follia onirica che alla reale ricerca di originalità, la serie regala una fotografia tanto realistica quanto scomoda dell’attualità e della sempre più gettonata contrapposizione tra il valore dell’essere e quello dell’apparire.
Avevo già detto di aver abbandonato Ugly Betty in tempi non sospetti. Da un paio di settimane snobbo anche Heroes. Cioè, lo registro e guardo in doppia velocità solo le poche scene dove c’è Hayden Panettiere. Dopo i due episodi di ieri sera, ho deciso che è inutile continuare a seguire anche Prison Break: tanto avevo apprezzato la prima stagione, quanto mi tedia questa seconda. I buchi nella sceneggiatura sono diventate voragini e le storie aperte e mai chiuse sono milioni. House già non lo guardavo, figuriamoci adesso che ho visto questo promo che gran voglia che mi è venuta:
Informazione di servizio per gli amanti di uno dei telefilm cult degli ultimi anni: House Medical Division trasloca. A partire da mercoledì 17 ottobre, lo staff del nefrologo più odioso della tv lascia la rete gggiovane di Mediaset e passa sull’ammiraglia, Canale 5. Una importante promozione per un serial di qualità, apprezzato dal pubblico di ogni genere, status e colore di capelli. La cosa a me non interessa granché, perchè House non mi è mai piaciuto (forse non ho il colore di capelli adeguato). Troppo antipatico. Poi sbaglia sempre le diagnosi e si accorge dell’errore trenta secondi prima che l’episodio finisca. Cioè, per capire tutto di una puntata basta che guardi le prime scene e le ultime: anche se ti perdi quaranta minuti centrali, non cambia nulla.
Come telespettatore di serie ospedaliere preferisco Meredith Grey, (ma non la sua terribile doppiatrice Giuppy Izzo, insopportabile la sua voce nelle telepromozioni del detersivo per piatti) e tutti i colleghi di Grey’s Anatomy che rimane su Italia 1, ma viene spostato al giovedì in prima serata.
Mentre Brad Pitt rappresenta il fascino maschile su GQ…

…Michael Jackson tenta di fare altrettanto su Donna Moderna L’uomo di Vogue.

Erica Durance, la Lois Lane di Smallville, mostra i suoi superpoteri su Maxime.

Life&Style: battaglia contro le addizioni per Angelina Jolie e Britney Spears. Due donne unite dai problemi con la matematica.

Classifica estemporanea di notizie brevi, più inutili di quelle più inutili, a volte anche ormai datate, ma che su Csnf non possono passare inosservate (fatto rima, tiè!):
Top “…Who cares?” of the week:
Save the cheerleader, save the world! Non immaginavo che Hayden Panettiere, l’indistruttibile liceale di Heroes, avesse anche una carriera musicale aperta. “Your new girlfriend” è un singolo dal sapore piuttosto avrillavigneggiante e decisamente meno indistruttibile del suo personaggio nel telefilm. Ma se abbiamo dato una possibilità a Lindsay Lohan, a Hilary Duff e a tutte le altre, perchè non essere altrettanto generosi anche con lei? Anche la cheerleader-highlander merita di avere la sua chance. Solo un consiglio per il prossimo singolo: cara Hayden, prima di impugnare il microfono, evita di aspirarti mezza bombola di elio.
X-Files? Lost? Heroes? No: La Signora in Giallo. Non pensavo che la più decrepita delle scrittrici-detective fosse ancora in attività. Come se non bastassero le repliche delle repliche delle repliche degli episodi in onda nel primo pomeriggio (che agevolano notevolmente la pennica post-pranzo), Rai Uno sta trasmettendo in prima serata un imperdibile episodio lungo. Nel tv-movie Jessica Fletcher viaggia nel tempo e si trasforma nella sua ava che viveva nell’800. Anche all’epoca era già una vecchiaccia scassamaroni, ficcanaso e portarogne in grado di rivelare verità sconcertanti tipo: “Sono certa che se troveremo altre prove tutto sarà più chiaro”.
Già: altre prove. Stai certo che se la Signora Fletcher cerca un diario segreto, tutti frugheranno nei posti più disparati, mentre lei lo troverà dentro un comodino. Se cerca una penna da cui rilevare le impronte digitali, la troverà sopra uno scrittoio. Se cerca un coltello insanguinato, lo troverà nel cassetto della cucina. Se cerca un abito macchiato, lo troverà in un armadio o, al più, dentro una tintoria. Se tutti sospettano che l’assassino sia il maggiordomo e tutte le prove convergono contro il maggiordomo, stai certo che il colpevole sarà un magnate della finanza che se la spassa a prostitute. Se tutti sospettano che l’assassino sia un magnate della finanza che se la spassa a prostitute e tutte le prove convergono contro un magnate della finanza che se la spassa a prostitute, stai certo che il colpevole sarà un magnate della finanza che se la spassa a prostitute. E se non lo fosse, lei si procurerebbe qualche indizio per poterlo incriminare comunque. Perchè la Signora Fletcher è una vecchiaccia scassamaroni, ficcanaso e portarogne. E anche un’impareggiabile moralista.