Archivio per Sanremo 2007

Sanremo, un mese dopo

Sembra già passata un’eternità dal Festival di Sanremo. Gran parte delle canzoni che vi hanno partecipato sono scomparse fin da mezzo secondo dopo la chiusura della kermesse e molto prima della chiusura delle nostre palpebre davanti alla restaurazione baudiana, le cadute della Hunziker e i fasti del riesumato Dopofestival. Ad un mese di distanza chi è ancora presente nelle classfiche di vendita?

La chart della Fimi, ovvero la classifica ufficiale dei singoli più venduti nel nostro Paese, ci rivela che solo quattro brani sono ancora nella top-ten:

Paolo Meneguzzi, “Musica” – 2° posto
Simone Cristicchi, “Ti regalerò una rosa” – 3° posto
Fabrizio Moro, “Pensa” – 4° posto
Daniele Silvestri, “La paranza” – 5° posto

C’è da precisare, comunque, che “Appena prima di partire” degli Zeroassoluto non è uscita come singolo, e quindi non compare in una classifica dove sarebbe sicuramente presente.

Nelle posizioni dalla 11 alla 40, invece, troviamo:

Mariangela, “Ninna nanna”12° posto
Piquadro, “Malinconiche sere” – 22° posto
Mango, “Chissà se nevica” – 25° posto
Stefano Centomo, “Bivio” – 28° posto
Marcella e Gianni Bella, “Forever per sempre” – 33° posto
Elsa Lila, “Il senso della vita” – 34° posto
Tosca, “Il terzo fuochista” – 40° posto

Per quanto riguarda il “nuovo mercato”, quello della musica digitale, che prevede solo la top-ten, vi sono:

Simone Cristicchi, “Ti regalerò una rosa” – 1° posto
Daniele Silvestri, “La paranza” – 2° posto
Fabrizio Moro, “Pensa” – 5° posto

La classifica degli airplay radiofonici pubblicata da Musica e Dischi, è ancora più impietosa: su quaranta posizioni, solamente sei sono occupate da reduci sanremesi:

Daniele Silvestri, “La paranza” – 2° posto
Simone Cristicchi, “Ti regalerò una rosa” – 5° posto
Fabrizio Moro, “Pensa” – 9° posto
Paolo Meneguzzi, “Musica” – 10° posto
Zeroassoluto, “Appena prima di partire” – 35° posto
Velvet, “Tutto da rifare” – 38° posto

Insomma, un po’ poco considerando che in totale erano state presentate 34 canzoni, le quali dovevano essere rappresentative della nostra musica nazionale.

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The show must go Momo (e vincitori del Controfestival di Csnf)

Riflettori spenti, microfoni off, studio libero. La musica è finita, gli amici se ne vanno, domani è un altro giorno (a questo punto ci starebbe anche un bel “non ci sono più le mezze stagioni” che non guasta mai). Sanremo 2007, l’anno della rifondazione, del ritorno ai vecchi schemi, seppur con risultati altalenanti, l’abbiamo incartato e portato a casa. Il teatro Ariston è pronto ad essere riconsegnato alla sua originaria polvere e alla puzza di stantìo per altri 365 giorni. Qui, invece, non abbiamo ancora esaurito del tutto gli argomenti. Per terminare in bellezza questa settimana così impegnativa (eh, capirai!) vorrei, nell’ordine:

  • dire che, visto che ho beccato entrambi i vincitori con largo anticipo, domani vado a giocare anche al superenalotto che non si sa mai;
  • ringraziare coloro i quali hanno seguito Chissenefrega in questi giorni, prendendo questo blog come “punto di riferimento” (parole grosse!) per esprimere la propria opinione sull’argomento Festival. Siete stati in tanti, tra affezionati e new-entry, ci sono stati picchi di visite invidiabili e abbiamo rimediato pure un link da un blog di Blogosfere, che è cosa sempre gradita;
  • dissociarmi completamente dalla classifica finale (tranne che per la posizione numero uno, ovviamente) calcolata in maniera assolutamente poco ponderata, tra i voti della giuria di qualità (formata dalla tuttologa Parietti, il nano Magalli, la ciucca-da-liquore-di-mon-cherì Serena Autieri, Claudio Coccolone e altri personaggi discutibili), della giuria demoscopica e degli sms, che hanno fatto finire Al Bano al secondo posto e Mazzocchetti al terzo (…ma si può??);
  • fare la riverenza di fronte alla vincitrice morale del Festival, una che “ho spedito questa canzone per partecipare a Sanremo perché le altre che avevo scritto erano belle“, ovvero il nuovo idolo delle folle (la rivedremo di certo a Markette e credo che ne varrà la pena), Momo con “La funtanela“:
  • proclamare i vincitori del Controfestival coi controcosiddetti di Csnf:
  • Davvero plebiscitario il consenso per Anto, che con il suo sound elettronico, i testi profondi e la cantata hiphoppeggiante è incoronato vincitore del 1° Controfestival coi controcosiddetti di Csnf. Neanche a farlo apposta il suo stile è incredibilmente in linea con quello dei più blasonati vincitori del Festival di Sanremo. Ok, lui quando lo senti cantare ti fa lo stesso effetto di una sbronza di Viakal, ma resta un personaggio da tenere in considerazione per il futuro (potete complimentarvi direttamente con lui sul suo blog, ringrazio molto Antonio per essere stato allo scherzo);

    Il “Premio della Kritika Phlexo Memorial” (e anche il secondo posto in classifica per numero di voti) va a “Luisa Pingarelli meglio nota come Deejay Pinguina“, con motivazione: “per lo stile languido e la grazia, allo stesso tempo canoviana e botticellesca (straordinariamente in armonia con il corpetto vinilico), con cui tiene il bicchierino, ormai vuoto, di Sammarzano Borsci” (grazie al giurato di qualità onorario aggiunto Baroccogiapponese per la meravigliosa definizione). Ringrazio anche Deejay Pinguina che probabilmente è ancora ignara di aver vinto questo premio, ma forse è meglio così.

    Menzione speciale per la giovane rapper italo/ucraina Aries26 che si classifica a sorpresa terza, ma non vince una cippa.

E credo proprio che con questo abbiamo definitivamente detto tutto. La piovra Sanremo (e i suoi tentacoli) tornerà su questi schermi l’anno prossimo, per il momento ci mettiamo un bel macigno sopra. Da domani riprenderemo la nostra triste e monotona vita, per portare un po’ di luce nella quale, dovremo affidarci al solito vecchio adorato gossip.

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Sanremo 2007: vince Simone Cristicchi con “Ti regalerò una rosa”

Ieri mi è andata di lusso, ma non bisognava essere Nostradamus o il mago Do Nascimento per azzeccare la vittoria di Fabrizio Moro. Oggi non ci sarebbe motivo di sfidare nuovamente la fortuna già alle quattro del pomeriggio ed azzardare anche il nome del vincitore della categoria “Big”. Ma chissenefrega: comunque andrà, Cristicchi per me avrà vinto in ogni caso.

Oggi ho sentito la versione radiofonica di “Ti regalerò una rosa“: ho avuto un brivido lungo la schiena e la pelle d’oca, quella vera, non quella che mi viene di solito quando ascolto Paris Hilton o Britney Spears. Una cosa che non mi capitava da anni ascoltando una canzone alla radio (ma forse perchè da anni ascolto solo radio che trasmettono Paris Hilton e Britney Spears). Capisco che il mio giudizio possa essere inficiato dal fatto che io, “carampano” di Cristicchi, un po’ lo sono, e da tempi non sospetti. Basta chiederlo al lettore cd della mia auto, che “Fabbricante di Canzoni” l’ha consumato da quanto l’ha suonato, una volta si è pure incasatrato dentro ed ho dovuto portare la macchina al centro assistenza per farlo estrarre a martellate.

Se Simone Cristicchi davvero vincerà, ci sarà un interrogativo importante da porsi, ovvero quello della direzione che sta prendendo la musica italiana. Dopo la vittoria di Fabrizio Moro di ieri sera (che io continuo a considerare un clone di Cristicchi molto “leccapiedi“), abbiamo in vetrina due brani che con la “canzonetta” italiana che il Festival si fregia di rappresentare, non c’entrano proprio nulla. Due brani poco cantati e molto parlati, moderni e dal richiamo internazionale, con testi impegnati e arrangiamenti minimali, lontani anni luce dall’inutile pomposità chiassosa tipo sagra della piadina di cui gran parte della musica nostrana fa parte (tanto per fare dei nomi presenti a Sanremo: Al Bano, Tosca, Leda Battisti). E, nel bene (Cristicchi) o nel male (Moro) per noi che siamo tradizionalmente legati a violini, fisarmoniche, bande di piazza e rime che non vanno oltre a “sole/cuore/amore”, mi sembra un’ottima occasione per tentare di iniziare a costruire qualcosa di nuovo.

Le chissenecronache e tutto il resto sul Festival di Sanremo 2007.

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Sanremo 2007 – Sezione Giovani: vince Fabrizio Moro con “Pensa”

Questo è un post fondato su un giudizio preventivo avallato dalla ruffianaggine di un cantante caso-umano e sostenuto l’altra sera dal battimani a tempo della platea dell’Ariston intera. Ed è una spudorata ipoteca sull’indicizzazione del titolo da parte degli spider di Google. Ma in fin dei conti è talmente semplice fare un pronostico sulla vittoria nella sezione giovani di Fabrizio Moro e la sua “Pensa”, che tanto vale dichiararlo trionfatore già fin da adesso, cioè tre ore prima che la quarta serata del Festival abbia inizio.

Anche perchè la puntata di stasera del Festival non mi avrà: impossibile reggere Tiziano Fesso, Gigi Da Lesso, Renato Zeroassoluto, Nanna Giannini e gli altri superospiti italiani tutti insieme appassionatamente. E poi, dopo la chissenecronaca doppia in versione mash-up di ieri sera, ho gli occhi a X e i polpastrelli consunti. Un blogger da ricoverare, insomma. L’anno prossimo, oltre alla sponsorizzazione, ci vorrà anche un’assicurazione sulla vita, che tuteli dagli effetti devastanti del Festival di Sanremo sul fisico e sulla psiche umana (anche se la mia era già notevolmente compromessa).

Le chissenecronache e tutto il resto sul Festival di Sanremo 2007.

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Sanremo 2007 – Terza serata

L’anno prossimo mi farò sponsorizzare. Tipo dalla Masterfoods (chi? io pensavo che fosse la Nestlè) visto che ieri e l’altro ieri mentre esprimevo la mia multimedialità in multitasking, dividendomi tra tv, radio e internet, mi sono sgranocchiato un sacchetto da 2 etti e mezzo di M&M’s. Oppure dalla Pepsi, visto che me ne sono scolato quasi un bottiglione da litro e mezzo. Tra l’altro ho provato a replicare il famoso esperimento Mentos-CocaCola, tuffando una M&M’s nella Pepsi, ma non ha funzionato. Peccato, è svanita la mia occasione per diventare famoso su Youtube. Sto tergiversando perché su Raiuno ancora imperversa Insinna e i suoi pacchi. Stasera al Festival tutto è già visto e rivisto, noto e stranoto, quindi, nonostante i duetti, mi sa che ogni tanto mi concederò al Grande Fratello. Potrei fare una chissenecronaca zappingante: un po’ Hunziker, un po’ Marcuzzi. Potrei. Fossi matto.

Entra subito il primo ospite straniero: il cane di Fushelle/Parishelle. Sicuramente canta, recita e presenta meglio di lei. Secondo ascolto per “La Paranza” di Silvestri: con questo arrangiamento suonato coi bidoni della spazzatura il brano rende molto meglio. Perchè non aboliamo per sempre l’orchestra e la sostituiamo fin d’ora con la Capone & Bungt Bangt Band? Voto 7. News da Cinecittà: Mara Venier entra nella discarica e in studio esordisce il “Piccolo Coro del Grande Fratello” (ok, sono matto). Accoppiata Milva/Ruggeri. Quest’ultimo nulla aggiunge al pezzo che rimane, comunque, decoroso. Voto 6+. Nel frattempo inizia la Kermesse Canora della Discarica.

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Sanremo 2007 – Bestemmia in diretta

Io non me n’ero accorto, probabilmente perché stavo ascoltando la Gialappa’s o forse ero in un momento di abbiocco. Ma per fortuna Alessia e Alessandro avevano le orecchie bene aperte e li ringrazio per la segnalazione che hanno lasciato tra i commenti. Ieri sera, a mezzanotte e trentacinque, entra in diretta, presumibilmente da qualche microfono sbadatamente rimasto aperto dietro le quinte, il trillo di un sms su un cellulare Nokia (che sia quello spedito dai Gialappa’s inerente all’argomento “Tubo delle Pringles“? …solo chi ha ascoltato Radio 2 può capire…) e poi un bestemmione di quelli che meriterebbero di vincere il Festival. Ma siamo sicuri che sia stato un errore e che la canzone di Elsa Lila non inizi davvero con “bip bip ma porc…….“.

Le chissenecronache e tutto il resto sul Festival di Sanremo 2007.

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Sanremo 2007 – Seconda serata

Ore 21.10. Ti aspetti la solita musica, la solita gente appassita, ragnatele e sbadigli, ovvero Sanremo. E invece trovi: la solita musica, la solita gente appassita, ragnatele e sbadigli, ma sei davanti ad una edizione straordinaria del Tg1, in cui la giornalista con un sorriso a 64 denti annuncia la fiducia al governo Prodi bis. La solita musica, la solita gente appassita, ragnatele e sbadigli, insomma. Cominciamo bene.

Fushelle è in ritardo ed entra in scena da un tombino in mezzo alla platea. Ha il reggiseno sopra al vestito, oppure è nuda completa? Anche stasera, come mi hanno già fatto notare ieri sera tra i commenti, la Hunziker asssomiglia in maniera impressionante a Paris Hilton. Il primo “big” della seconda puntata è Pablo Meneguzzo, uno che si spaccia per ventottenne (e per eterosessuale) da almeno dieci anni. Canta “Musica”, ma è più che altro una “Lagna”. Ecco due veri outsider: i Bella Brothers con “Forever per sempre”. Che con questa tiritera vogliano abbandonare forever per sempre la scena musicale? Aridatece “Nell’aria“!!!!

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Sanremo 2007 – Prima serata

Tende da camera mortuaria che si alzano sull’innovativo requiem che fa “parappapappaparà”. Il parrucchino tinto di fresco di Pippo Baudo scende la scalinata fatta di lustrini, paillettes e carta vetrata ed è subito clima di restaurazione. Sanremo è proprio Sanremo. Michelle Hunziker compare in lontananza in una nube di moscerini e lacca per capelli. L’abito, firmato dal reparto salotti in saldo del Mercatone Uno, perde i pezzi per strada e fa confondere Michelle con la scenografia. Ah, perchè quest’anno una scenografia c’è, ma quasi quasi preferivo la spianata di catrame dell’anno scorso.

Michelle, dicono alla radio, sembra ingrassata: per cui da oggi la chiameremo Fushelle. Non è ancora una brava attrice, Fushelle. Ci mette tre quarti d’ora per far finta di commuoversi e aspettare che le si inumidiscano gli occhi. Noi, invece siamo molto più rapidi: per metterci a piangere ci basta ascoltare i suoi terrificanti latrati su una canzone scelta a caso (purtroppo non si tratta della hit hot “From noon to Midnight“, ma di “Adesso tu” dell’ex marito). Era meglio se il maestro Pippo Caruso quel “Mi bemolle” glielo spaccava in testa, almeno avremmo messo subito fine alla sofferenza.

Comincia la gara con “Appena prima di partire” degli Zero Assoluto: nome omen. Dallo “Schiavo D’Amore” Piero Mazzocchetti cosa ci si poteva aspettare se non una gag in tedesco con la Hunziker? Affascinante il suo strabismo di Venere (di Mazzocchetti, non della Hunziker). E’ il turno della giovane Mariangela che canta “Ninna nanna ninnaò questa volta a chi la do” o una cosa del genere. Poteva anche cantare “Quel mazzolin di fiori” o “Tanti auguri a te”, tanto avrebbe sortito lo stesso effetto. Arriva DJ Francesco: non è solo poiché un ordine restrittivo della procura di Sanremo lo obbliga a presentarsi accompagnato da un genitore.

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Sanremo 2007: organizziamoci

Bene bene, siamo entrati nella settimana più superflua dell’anno, quella in cui tutto si ferma e, volenti o nolenti, veniamo investiti da un’ondata violenta e travolgente (maddeché!), e ci troviamo inermi come gatti neri sulla statale quando passa il 57 barrato. Il festival della geriatria inizia domani ed è quasi un dovere istituzionale di Chissenefrega occuparsene (maddeché!). Per cui immagino che trascurerò quegli eventi mondani di interesse internazionale (maddeché!) come le pazzie di Britney, le bravate di Paris, e i Grandi Sfratellamenti, per concentrare tutta la mia attenzione (io faccio fatica a fare le addizioni in colonna, quindi figuratevi quanto mi dovrò concentrare) sull’evento sanremese. Capirò se qualcuno vorrà prendersi un po’ di giorni di pausa ed emigrare su un’isola deserta al fine di evitare una settimana che si preannuncia abbastanza monotematica. Per quanto mi riguarda avrò televisore di fianco, pc davanti, radio nelle orecchie (ma c’è la Gialappa’s su Radio 2 quest’anno?) e proverò a seguire almeno le prime due serate in diretta aggiornando il blog “live”. Non so se ci riuscirò, se ad certo punto vedrete una cosa del genere: “jkshgkjflkdjjjjjjjjjjjjjjjjjjjjjjjjjjjjjjjjjjjjj” vorrà dire che l’abbiocco ha avuto il sopravvento e la testa mi è crollata sopra la tastiera.

I pochi malati di mente che si sorbiranno il festival mi troveranno al solito indirizzo chissenef[at]gmail.com, oltre che sul blog per commentare in diretta dalle 21.00 in poi. Inoltre state bene attenti perché in settimana sarete chiamati tutti al voto: da queste pagine siamo pronti a lanciare (uno psichiatra presto, ho cominciato a parlare al plurale!!) un controfestival coi controcosiddetti, al quale parteciperanno dei concorrenti decisamente più meritevoli di quelli che si presenteranno sul palco dell’Ariston. Allora, pronti? Via! Che la devastante settimana abbia inizio.

Le chissenecronache e tutto il resto sul Festival di Sanremo 2007.

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Aspettando Sanremo – Alexia (2005)

Alessia Aquilani in arte Alexia, è una delle regine incontrastate della gioventù mia e di molti miei coetanei: come se ne può parlar male? Non si può, anche perchè tutto il peggio che poteva capitare alla sua carriera se l’è procurato da sola, quindi infierire pare brutto. Dieci anni fa, la cantante spezzina dotata di corde vocali da campionato di tiro alla fune, cantava in inglese e le sue canzoni erano allegria, vitalità e spensieratezza. Con “The summer is crazy”, “Number one”, “Uh la la la” e molte altre hits, raggiunse le vette delle classifiche dei cinque continenti. Ma ad Alexia non bastava, e come ribadì più volte in varie interviste, il suo sogno era quello di cantare in italiano e partecipare a Sanremo. Il sogno, esaudito, si trasformò ben presto in un incubo e l’incubo fu il baratro della sua carriera: in bilico con il secondo posto di “Dimmi come” del 2002, precipitata nel vuoto con la vittoria del 2003 con “Per dire di no” (che fu un riscatto “morale”, ma non certo a livello di vendite) e solo parzialmente risollevata da “Da grande“, brano del 2005, che richiama furbescamente le atmosfere dance in cui Alexia si è sempre trovata a suo agio. Troppo tardi.

Cliccando su Continua, una breve videography di Alexia.

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Aspettando Sanremo – Wooden Chicks (2004)

Festival disastroso, quello del 2004. Simona Ventura e Gene Gnocchi tentano di fare una specie di “Quelli che il calcio in trasferta” ma il risultato è a dir poco penoso. Anche sotto il profilo dell’auditel. Il direttore artistico Tony Renis fallisce su tutta la linea, non avendo né il supporto delle case discografiche, né quello delle sue millantate amicizie hollywoodiane. Tutti gli invitati illustri danno forfait e la Ventura si ritrova per due sere consecutive a dover intervistare Dustin Hoffman. Il miglior superospite canoro è nientepopodimenoche Haiducii con la sua hit rumena “Dragostea din tei“: una che pur di farsi vedere sarebbe andata gratis anche alla sagra della zucchina, mentre con quei due minuti di performance in playback pagati coi soldi dei contribuenti, probabilmente se la sta ancora spassando bevendo cocktail in qualche isola tropicale. L’unica vera rivelazione è la talentuosa Paola Cortellesi che porta un po’ di fresca ironia sul palco dell’Ariston interpretando alcune canzoni “umoristiche” che, nell’immediato futuro, avrebbero avuto, paradossalmente, più successo di quelle in gara.

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Aspettando Sanremo – Eiffel 65 (2003)

Youtube è abbastanza avaro di contenuti risalenti al Sanremo del 2003. Probabilmente il motivo è che quell’edizione è stata particolarmente inutile, sfigata e assolutamente non degna di nota. Basti pensare che la puntata del giovedì venne battuta, in ascolti, dal Grande Fratello, mentre quella del mercoledì da Sarabanda (porca di una miseria, sembra un milione di anni fa) con una puntata speciale dedicata ad una storica sfida con il mitico “Uomo Gatto” versus chiunque. Ah, che fantastici trash-ricordi… Ma torniamo al Festival: io non mi ricordavo che agli Eiffel 65, che per la prima (e unica) volta hanno portato la musica dance maranza sul palco dell’Ariston, fosse stata dedicata una tale introduzione. Oltre sei minuti di sproloquio in cui Baudo vorrebbe tentare di raccontare la storia della musica elettronica dai Kraftwerk ai Chemical Brothers, ma che si conclude con l’oscena interpretazione ululata di “Nel blu dipinto di blu” su cassa dritta da parte di Serena Autieri, la quale poi si è dovuta sottoporre ad un trapianto di tonsille. E mentre il Pippone nazionale affermava che “questa è la musica che piace ai gggiovani!!“, alle vecchiacce impellicciate in prima fila esplodeva l’amplifon e i loro zibellini prendevano miracolosamente vita per fuggire dalla platea, atterriti.

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Aspettando Sanremo – Lollipop (2002)

Per circa un anno erano riuscite a ingannarci tutti quanti (soprattutto chi aveva problemi di udito). La loro selezione (affatto naturale) in diretta tv durante il programma “Popstar” e i successi in classifica di “Down down down” e “Don’t leave me now” ci avevano fatto quasi credere che una popband studiata a tavolino, composta da cinque pollastre qualsiasi, senza arte né parte, prese dalla strada (dove probabilmente svolgevano altre attività) potesse davvero rappresentare il nuovo che avanzava nell’industria discografica (”che avanzava” leggi “che era di troppo“). Ma il sogno durò poco, neanche il tempo di mezza fase rem. Il vaso di pandora si scoperchiò repentinamente quella sera del 5 marzo del 2002 con una delle esibizioni più squallide di sempre sul palco di Sanremo, della cui fragranza trash sono ancora impregnate le poltrone dell’Ariston. Quella tragica serata, segnò per Dominique, Marta, Roberta, Veronica e Marcellina la fine della loro carriera da Lollipop. Si ritrovarono sempre senza arte nè parte, sempre sgallettate, di nuovo in mezzo ad una strada, ma piene di orgoglio per aver lasciato impressa nella memoria collettiva questa straordinaria collezione di stonature da antologia.

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